Spesso, durante i trattamenti con le mie clienti, emerge una riflessione che tocca un tasto molto profondo:
“Perché, anche se sono sfinita, il mio corpo sembra restare in allerta e mi sveglia sempre nel cuore della notte?”
Per rispondere a questa domanda dobbiamo guardare oltre il semplice sintomo. È essenziale osservare da dove nasce la sregolazione, perché questa non si ferma alla superficie. Quando il tuo sistema nervoso perde il suo equilibrio, l’impatto si riflette ovunque: sulla tua capacità di digerire, sulla salute della tiroide, sulla tensione muscolare cronica e, inevitabilmente, sulla qualità del tuo sonno.
Spesso questa sregolazione nasce da un tono vagale debole: se vuoi approfondire, ne parlo in questo articolo.
Svegliarsi alle 3:00 del mattino non è quasi mai un caso o un malfunzionamento casuale: è la voce del tuo corpo che cerca di comunicare uno stato di allarme che non riesce a spegnere.
Il Mito delle 8 ore
Prima della rivoluzione industriale, dormire 8 ore filate era considerato anormale. Gli esseri umani praticavano il “Sonno Bifasico”: si dormiva 4 ore, ci si svegliava per un’ora (il tempo dell’anima, dedicato alla preghiera, alla lettura o all’amore) e poi si dormiva ancora. Oggi abbiamo forzato il nostro corpo a un blocco unico. Il problema? Il tuo DNA ricorda ancora il vecchio ritmo, ma la tua mente moderna lo vive come un fallimento, scatenando lo stress.
La prospettiva Scientifica
Matthew Walker, il massimo esperto mondiale di sonno, spiega che in questi momenti cadiamo in un loop distruttivo. Intorno alle 3:00 del mattino, il corpo vive un naturale micro-risveglio. Se sei una persona stressata, il tuo cervello interpreta questo risveglio come un pericolo.
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L’errore: Provare a forzare il sonno.
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La conseguenza: Il corpo rilascia cortisolo (l’ormone dello stress) per tenerti vigile.
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Il risultato: Bio-chimicamente, ti sei appena dato la “sveglia” da solo.
Walker suggerisce la regola dei 20 minuti: se dopo circa 20 minuti (non serve guardare l’orologio, vai a sensazione) sei ancora sveglio e senti l’ansia salire, devi scendere dal letto. Devi andare in un’altra stanza, mantenere le luci soffuse e fare un’attività a basso stimolo (leggere un libro cartaceo, ascoltare un podcast calmo). Torna a letto solo ed esclusivamente quando senti l’ondata di sonno che ritorna. Non cercare di “forzare” il sonno restando sotto le coperte
Questo può aiutare a gestire il sintomo nell’immediato, ma non risolve la causa. Perché il tuo corpo è così reattivo?

La prospettiva della Medicina Cinese
Se ti svegli sempre alla stessa ora, il tuo corpo ti sta inviando un messaggio codificato attraverso i Meridiani (i canali energetici).
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Tra l’1:00 e le 3:00 (Meridiano del Fegato): Nella tradizione orientale, il Fegato gestisce il libero fluire delle emozioni. Un risveglio qui parla di rabbia repressa, frustrazione o un eccesso di tossine (fisiche o mentali). Il fegato “urla” perché non riesce a purificare il sistema.
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Tra le 3:00 e le 5:00 (Meridiano del Polmone): Questo è il momento della tristezza, del “lasciar andare” e della protezione. Svegliarsi ora indica spesso un’ansia per il futuro o un dolore non elaborato che blocca il respiro profondo.
Perché lo Shiatsu è il “ponte” che ti serve
Se i consigli di Walker servono a sopravvivere alla notte, lo Shiatsu serve a riprogrammare le tue notti. Ecco come lavoriamo durante un trattamento per convertire lo stress in riposo:
1. Dallo “Stress Bio-Chimico” al Rilassamento Parasimpatico Mentre Walker spiega che il cortisolo ti tiene sveglio, lo Shiatsu agisce come un “interruttore” manuale. Lo stress cronico ti blocca in modalità Simpatica (attacco/fuga). Attraverso pressioni perpendicolari e profonde, stimoliamo il nervo vago, portando il sistema in modalità Parasimpatica. Insegniamo al tuo corpo, a livello cellulare, che è sicuro spegnersi.
2. Liberare la stasi Non ci limitiamo a sperare che il sonno torni, lavoriamo fisicamente sui percorsi energetici. Se il tuo risveglio è alle 3:00, andremo a liberare le tensioni lungo il meridiano del Fegato: sbloccando l’energia stagnante, eliminiamo lo stimolo interno che causa il picco di cortisolo precoce. Scopri di più sulla mia pagina [Trattamenti Shiatsu]
3. La Memoria Corporea: La mente può dimenticare lo stress del giorno, ma i tessuti no. Walker dice di non risolvere problemi alle 3 di notte perché la parte logica è spenta. Vero. Ma lo Shiatsu lavora sulla memoria tessutale. Rilassando le contrazioni profonde di cui non sei nemmeno consapevole, rimuoviamo la “tensione di sottofondo” che il cervello interpreta come allarme.

Dalla “chimica” al riequilibrio: la storia di Marco
Per capire meglio l’impatto di questo approccio integrato, voglio raccontarti la storia di Marco (nome di fantasia), un manager che è venuto da me qualche mese fa.
La situazione iniziale: Marco non riusciva a dormire più di 3-4 ore a notte da oltre un anno. Lo stress per lui non era solo mentale, ma fisico: sentiva le gambe costantemente rigide, come se fossero pronte a scattare per una maratona anche da fermo. Per riuscire a chiudere occhio, era arrivato a dipendere quotidianamente da un farmaco per dormire. Eppure, nonostante il farmaco, il suo risveglio al mattino era un incubo: si sentiva “annebbiato”, debilitato e privo di energia.
Il percorso integrato: Abbiamo lavorato su due fronti:
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L’igiene del sonno (Metodo Walker): Abbiamo applicato la “regola dei 20 minuti” e lo scarico mentale serale per disinnescare l’ansia da prestazione notturna.
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Il riequilibrio Shiatsu: Durante le sedute, ci siamo concentrati sullo scioglimento delle tensioni profonde delle gambe (legate al Meridiano della Vescica e del Fegato) e sulla stimolazione del sistema parasimpatico.
I risultati dopo 2 mesi: Il cambiamento è stato progressivo ma profondo:
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Riduzione dei farmaci: Sotto controllo medico, Marco ha dimezzato la dose della pastiglia per dormire, riuscendo ad addormentarsi naturalmente.
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Corpo più fluido: Quella rigidità debilitante alle gambe è scomparsa, sostituita da una sensazione di leggerezza.
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Qualità della vita: Non si sveglia più “distrutto”. Oggi Marco affronta la giornata con una lucidità e una serenità che non ricordava di avere da anni.
“Non pensavo che il mio corpo potesse ‘imparare’ di nuovo a dormire senza un aiuto chimico. Lo Shiatsu ha tolto quella tensione che le pillole coprivano soltanto.” – Marco
Perché questo approccio ha funzionato?
Il farmaco agisce come un “sedativo” chimico, ma non rimuove la causa dello stress memorizzato nei tessuti. Lo Shiatsu è andato a sciogliere la memoria fisica dell’ansia nelle sue gambe, mentre i consigli di Walker hanno protetto il suo ambiente mentale. Insieme, hanno creato le condizioni perfette per un sonno biologico, non indotto.
Proprio come Marco, molte altre persone hanno ritrovato il loro equilibrio. Leggi cosa dicono di me in fondo alla pagina


