Ogni ciclo mestruale è un viaggio.
Non è mai identico al precedente e porta con sé segnali preziosi che parlano di salute, equilibrio e benessere.
Nel mio lavoro con le clienti, mi capita spesso di sentire frasi come:
“Non ci avevo mai fatto caso”, “Pensavo fosse normale”, “Credevo di doverci convivere”.
E invece il corpo parla continuamente. Serve solo reimparare ad ascoltarlo.
Imparare a leggere questi segnali — un approccio chiamato body literacy — significa recuperare un linguaggio antico: quello del corpo femminile, spesso messo a tacere, medicalizzato o normalizzato, ma che custodisce una grande saggezza.
Che cos’è la body literacy
La body literacy è la capacità di osservare, riconoscere e interpretare i biomarcatori del ciclo mestruale:
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muco cervicale
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sangue mestruale
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sintomi fisici ed emotivi che si ripetono nel tempo
Questi segnali, se osservati con continuità, ci raccontano come stanno lavorando i nostri ormoni, ci avvisano di eventuali squilibri e ci aiutano a fare prevenzione.
Nel lavoro in studio, quando accompagno una donna a osservare il proprio ciclo senza giudizio, succede spesso qualcosa di molto potente: torna la fiducia nel corpo.
Il corpo smette di essere un problema da risolvere e diventa una fonte di informazioni.
Il muco cervicale è un indicatore diretto dell’attività estrogenica. Cambia aspetto, consistenza e sensazione durante il ciclo e ci parla di fertilità, ovulazione e salute ormonale. Molte clienti non sanno nemmeno che esista, o lo vivono con disagio. Eppure è uno dei segnali più chiari e affidabili del nostro equilibrio interno.
Anche il sangue mestruale racconta molto:
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il colore
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la densità
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la presenza di coaguli
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la quantità
Sono tutti indicatori che possono segnalare carenze, eccessi ormonali, infiammazione o ristagni.
Osservarli non significa allarmarsi, ma diventare più presenti e consapevoli.
Mal di testa, tensione al seno, crampi, sbalzi d’umore, stanchezza profonda non sono eventi casuali.
Quando si ripresentano ogni mese nello stesso momento del ciclo, sono messaggi chiari del corpo.
Nel mio lavoro vedo spesso donne che convivono da anni con questi sintomi senza mai averli collegati davvero alla ciclicità. La body literacy permette proprio questo: dare un senso a ciò che prima sembrava solo “fastidioso”.

Tra “normale” e “comune”: PMS, PCOS, endometriosi
Uno degli aspetti più delicati che emergono nel lavoro sul ciclo è la confusione tra ciò che è comune e ciò che è fisiologico. Molti disturbi sono diffusi, ma questo non significa che siano normali o inevitabili.
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La sindrome premestruale (PMS) non è definita da un singolo sintomo, ma dal quando si manifesta: gli sbalzi d’umore, la ritenzione idrica, l’irritabilità compaiono in fase luteale e scompaiono all’arrivo delle mestruazioni. Quando questi sintomi diventano invalidanti, si parla di PMDD (disturbo disforico premestruale).
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La PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) è spesso fraintesa: non riguarda tanto le “cisti” quanto un eccesso di androgeni e può avere diverse forme (da insulino-resistenza, post-pillola, infiammatoria, surrenale).
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L’endometriosi, invece, è una malattia infiammatoria cronica che colpisce l’intero organismo. Richiede una diagnosi specializzata e non dovrebbe mai essere minimizzata come “semplice dolore mestruale”.
Riconoscere che ciò che è comune non sempre è fisiologico è il primo passo per cambiare prospettiva e prendersi cura di sé in modo più consapevole.
La mia esperienza personale: dalla diagnosi al ritorno alla ciclicità
C’è un motivo se oggi parlo di body literacy con tanta convinzione:
prima di essere uno strumento di lavoro con le mie clienti, è stata una necessità personale.
A 22 anni mi è stata prescritta la pillola anticoncezionale in seguito a una diagnosi di ovaio policistico, associata ad acne persistente.
La prescrizione è avvenuta senza esami approfonditi (per la PCOS non basta l’ecografia!) e senza considerare un aspetto fondamentale che ho studiato solo anni dopo: fino ai 25 anni il ciclo mestruale attraversa una naturale fase di assestamento, in cui irregolarità e alterazioni possono essere fisiologiche e spesso risolvibili con approcci non farmacologici.
Per alcuni anni ho assunto la pillola anche a scopo anticoncezionale.
Col tempo, però, alcuni segnali sono diventati sempre più evidenti:
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un marcato calo della libido
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una sensazione costante di gonfiore
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una crescente distanza dal mio corpo
Segnali che, allora, non avevo ancora gli strumenti per leggere davvero.
Quando ho deciso di sospendere la pillola, nello stesso periodo ho iniziato un percorso di scoperta del mio corpo, dell’alimentazione e dei ritmi naturali, molto più rispettoso della mia fisiologia e della mia ciclicità.
È stato un processo graduale, non immediato, ma profondamente trasformativo.
Il ciclo, che prima della pillola era doloroso e irregolare, ha iniziato a cambiare.
Anche la diagnosi di ovaio policistico non trovava più alcun riscontro negli esami successivi – era solo un caso?
Questo percorso mi ha permesso non solo di tornare a vivere il mio corpo con maggiore libertà e fiducia, ma anche di avere una gravidanza immediata, senza difficoltà né fastidi, e di rientrare poi nella mia ciclicità post parto senza grandi sbalzi o problematiche.
Non racconto questa esperienza per generalizzare o per proporre soluzioni valide per tutte, ma perché rappresenta con chiarezza ciò che oggi vedo anche nel lavoro con le clienti: quando impariamo a leggere i segnali del corpo, quando smettiamo di zittirli e iniziamo ad ascoltarli, il corpo spesso trova nuove vie di equilibrio.

Perimenopausa: una transizione potente
La perimenopausa è il periodo di transizione che precede la menopausa e può durare diversi anni, spesso dai 7 ai 10.
Durante questa fase, gli ormoni diventano instabili: estrogeni e progesterone oscillano, i cicli si accorciano o si allungano, compaiono sintomi come vampate, insonnia, nebbia mentale, calo della libido o cambiamenti nel flusso mestruale.
Questi squilibri, in realtà, sono fisiologici. La perimenopausa è un processo di riorganizzazione del corpo e del cervello: un’opportunità per rallentare, fare ordine, lasciare andare ciò che non serve più e riscoprire ciò che davvero nutre la nostra vita.
In molte tradizioni, questa fase è considerata una vera iniziazione: si diventa donne più sagge, custodi di esperienza e guida per le altre generazioni.
Shiatsu, Medicina Cinese e pratiche di ascolto
Accanto alla conoscenza scientifica del ciclo, le discipline orientali offrono strumenti preziosi per ritrovare equilibrio e benessere.
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Lo Shiatsu, con la sua pressione dolce e profonda sui meridiani energetici, favorisce rilassamento, armonizzazione ormonale e consapevolezza corporea.
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La Medicina Tradizionale Cinese ci invita a leggere i disturbi mestruali come segnali di squilibri energetici (eccesso di calore, ristagno, vuoto di energia), proponendo un approccio globale che integra corpo, emozioni e stile di vita.
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Le pratiche quotidiane di respirazione, movimento consapevole, meditazione e autoshiatsu aiutano a sciogliere tensioni, prevenire sintomi e vivere ogni fase del ciclo con maggiore serenità.
Un invito alla consapevolezza
Coltivare la body literacy significa riappropriarsi di un sapere antico e, allo stesso tempo, attuale.
Ogni osservazione del corpo diventa un atto di ascolto e di cura: impariamo a fidarci delle nostre sensazioni, a riconoscere i segnali precoci, a prenderci più spazio e tempo per il nostro benessere.
La ciclicità non è un ostacolo, ma una guida. Ci ricorda che siamo parte della natura, che cambiamo insieme alle stagioni e che in ogni fase — mestruo, fertilità, perimenopausa, menopausa — c’è un’opportunità di trasformazione.
Il corpo non va aggiustato. Va accolto.


